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Quest'anno ricorrono i vent'anni della morte di Franco Angeli, scomparso prematuramente a soli 53 anni, sono in atto varie iniziative per celebrare la memoria di questo fondamentale esponente della Pop Art Italiana. Di Angeli si possono dire tante cose, si possono anche criticare tante opere seriali, di certo non può essere messa in discussione la sua genialità. Dobbiamo considerare che egli, assieme agli altri del gruppo storico ha dovuto controbattere lo strapotere artistico degli Usa, strapotere sia culturale sia economico, una lotta impari che ha indubbiamente segnato la sua breve vita. Anche il fatto di vivere in una città dalla storia millenaria ha influenzato la sua personalissima guerra contro il consumismo americano. Quest'opera, anche se tarda rispetto a quelle degli anni '60, è di una qualità straordinaria, infatti, essa racchiude in sè alcuni tra i più significativi motivi che lo hanno reso famoso. Per concludere, se consideriamo come siano ancora così sacrificate le quotazioni delle sue opere, dovremmo affermare che la sua battaglia contro le leggi più speculative del mercato non sia ancora conclusa.
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Al di la di ogni metafora, a Beppe Bonetti, per comunicare con il mondo esterno e per esprimere la propria visione della realtà, la parola e l'alfabeto non bastano più, un bisogno atavico di spogliarsi da ogni contaminazione, che in qualche modo può inquinare il flusso creativo. Quindi con la massima libertà egli inventa un proprio linguaggio, fatto di segni, piccoli e variopinti segmenti a volte liberi ed a volte generati dalla frantumazione di forme compatte, che solo apparentemente sembrano muoversi in maniera casuale. Le sue opere hanno trovato e trovano estimatori in diversi paesi, quali l'Olanda e la Germania, dove in un importante museo sta per allestire una sua personale, e poi anche in Giappone, a significare che l'arte non conosce confini per comunicare.
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